L'ANIMA DEL RITRATTO

La lezione si poneva a conclusione di un lungo lavoro tematico sul ritratto, ed aveva come scopo quello di far prendere consapevolezza di quale sia l’essenza di un ritratto, ciò che lo anima dal di dentro. Confrontando varie opere d’arte la classe ha notato che gli esempi proposti di Tiziano (Ritratto di Gentiluomo inglese, 1540-45 circa) e Vermeer (Ragazza con l’orecchino di perla, 1665-66), erano dotati di una forza magnetica che hanno espresso con parole come “hanno un’espressione”, “stanno provando o pensando qualcosa”, “ci guardano”, “hanno una personalità”. In termini visivi ciò dipende dal cogliere lo “sguardo”, cioè quell’indefinibile quid che attraverso il gioco dei lineamenti e della luce, conferisce vita al ritratto. Gli esempi qui proposti non sono rappresentativi di una perizia riproduttiva ma del tentativo di “cogliere lo sguardo” attraverso il colore (pastello ad olio).