Giotto -La Cappella degli Scrovegni-

Il lavoro su Giotto è conclusivo del primo anno, e favorisce la messa in atto di una molteplicità di metodologie, alcune acquisite in precedenza con esercizi più semplici sull'uso del colore, altre da imparare. Per poter concentrarsi sul problema degli impasti, delle sfumature, dei toni, faccio ricalcare da fotocopia ingrandita il particolare, che è stato assegnato in modo casuale (ma non troppo) dall'insegnante: tale lavoro precede la spiegazione stessa del ciclo della Cappella degli Scrovegni. La spiegazione infatti è pensata in modo tale da essere il racconto di una storia per immagini, dentro la quale i ragazzi devono riconoscere il proprio particolare, questo per far modo che la conoscenza avvenga attraverso un riconoscimento visivo e significativo, e non una spiegazione preventiva. La riproduzione interattiva degli affreschi presente sul sito www.haltadefinizione.com è molto utile al caso. Successivamente, dotati i ragazzi di una fotocopia a colori del loro particolare, si procede al dipingere, avendo prima fatto vedere la modalità pratica della mescolanza dei colori e la modalità di esecuzione delle sfumature. Ciò che è più importante è far "vedere" loro le differenze tonali dell'incarnato tra luce ed ombra, perchè la resa pittorica del volume è il raggiungimento più importante dal punto di vista tecnico-percettivo. I ragazzi spesso incontrano difficoltà nel gestire la materia pittorica (tempere -tassativamente di buona qualità-) ed occorre quindi continuamente rispondere alle problematiche che ad ognuno sorgono, ed essendo ogni lavoro diverso dagli altri è molto impegnativo per l'insegnante. E' necessario aver svolto in precedenza durante l'anno un percorso sul colore, in particolare su gradazioni cromatiche e tonali.